martedì 27 maggio 2014

Totti: "Il mio ritiro si avvicina, capirò quando evitare figuracce in campo"




Tre protagonisti eccellenti e un grande assente, in un numero speciale di GQ Italia, in edicola da oggi, dedicato al Mondiale di calcio in Brasile, con quattro straordinarie cover differenti: Balotelli, Pirlo, Prandelli e Totti, interviste esclusive, inchieste e reportage sulla situazione economica e sociale del Paese che il prossimo anno ospiterà anche i Giochi olimpici.   Straordinario il servizio fotografico, realizzato da CG Watkins, in cui il ct della Nazionale italiana Cesare Prandelli fa vibrare la spada laser di Obi-Wan Kenobi. Che la forza sia con noi, sembra dire il tecnico azzurro, che ha spiegato le sue scelte a GQ, anche quella di rinunciare a Francesco Totti malgrado abbia appena concluso una delle sue migliori stagioni. Il capitano della Roma, fotografato da Alex Majoli, a sua volta ha accettato per la prima volta di immaginare con il mensile il momento bello e terrificante in cui dovrà dire addio al calcio: «Col pallone ci sono cresciuto e ci morirò, ma sarò io il primo a gettare la spugna: non voglio andare in campo a fare figuracce», ha detto Totti. «Sinceramente non ho ancora pensato a come sarà la mia ultima partita. So che sarà bello, emozionante e vissuto davanti ai tifosi della Roma. Ma sarà anche terrificante. Vorrà dire che sono di fronte alla fine del sogno realizzato, in cui vivo da oltre 20 anni», ha aggiunto il capitano giallorosso. «Non oso neanche immaginare la reazione della gente - prosegue Totti - So che il momento si avvicina, però non c'è mai una fine. E sarò io il primo a gettare la spugna: non voglio andare in campo a fare figuracce. Chiudere in bellezza? In bellezza fino a un certo punto. Però chiudere». Straordinaria anche la foto di copertina con Andrea Pirlo, scattata da Alessandro Albert. Il giocatore della Juventus e della Nazionale ha posato impugnando un'enorme ascia, dimostrando peraltro di essere assolutamente a suo agio, a conferma della sua indole di duro di poche parole. «Io mi sento forte, non misterioso. Non vado a parlare in giro, non faccio grandi scene, ha dichiarato. Mi faccio i fatti miei. anche per questo che non ho Twitter, non uso Facebook. Non voglio passare tutto il giorno a scrivere al mondo. Sono altre le robe veramente importanti».  GQ ha infine incontrato Mario Balotelli, di fronte all'obiettivo di Mattia Balsamini. E ha scoperto «l'altro Mario», un ragazzo con le idee molto chiare. Soprattutto sul razzismo: «Sono diverso e questo dà fastidio», ha dichiarato Balotelli. «Faccio degli errori e li pago sempre, ma se fossi bianco mi mandereste soltanto a quel paese. Il problema non sono le cose che faccio, ma che queste cose mi siano 'permessè. Se la prendono con me solo gli stupidi e gli ignoranti».

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