giovedì 17 luglio 2014

Lindsay Lohan a Ischia: "Riparto dal teatro per riprendere in mano la mia vita"



Dalla sua parte: la voglia, apparentemente autentica, di ricominciare. Contro: tutto il resto. E cioè la dipendenza da alcol e droghe, i numerosi arresti, i ricoveri, gli scandali e una serie variopinta di errori sistematicamente registrati dai media. Tornata a parlare in pubblico dopo un anno di silenzio stampa, Lindsay Lohan ieri ce l'ha messa tutta per apparire diversa da come viene dipinta in cronaca da più di dieci anni: «Grazie per il sostegno - ha detto ieri all'Ischia Global Fest, dopo la rovinosa caduta di lunedì sera che le ha lasciato solo qualche escoriazione per sfuggire ai paparazzi - sto meglio, ho voglia di riprendere in mano la mia vita. Stavolta sono sicura di farcela».
Amata dai registi per il suo talento («Proverò a non sprecarlo di nuovo», ha detto), ma spesso scartata ai provini per le intemperanze del carattere, Lohan ha annunciato di voler ricostruire la propria carriera ricominciando là da dove, in genere, gli attori muovono i primi passi: il teatro. «A settembre sarò nel West End londinese, al Playhouse Theatre - ha detto - con Speed To Plow di David Mamet».  Un esordio illustre e già nato nel segno della polemica: interpretata prima di lei da Madonna, nel 1998, la pièce di Mamet è una satira che non risparmia colpi bassi al mondo isterico e feroce di Hollywood. Lo stesso mondo, cioè, che trasformò Lohan in una star a otto anni, incoronandola regina delle commedie Disney fine anni 90, per poi collaborare attivamente alla sua (auto)distruzione.
Ma oggi la cattiva ragazza di Hollywood è decisa a voltare pagina: «Sono tornata», dice, senza però fornire dettagli sui suoi prossimi progetti cinematografici. I due film previsti per lei nel 2015, l'horror Six Guns Dead e il thriller psicologico Inconceivable, non avrebbero ancora ricevuto il via libera alle riprese. Assicurarsi contro le intemperanze di una diva costa troppo caro. Anche per i produttori di Hollywood.

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