lunedì 29 maggio 2017

Totti: «È il momento che volevo non arrivasse mai, concedetemi un po' di paura»

Francesco Totti, microfono in mano, ha parlato sul prato dello stadio Olimpico, leggendo una lettera aperta ai tifosi della Roma.
«E' arrivato il momento che speravo non arrivasse mai. Ho letto tante belle cose su di me, ho pianto sempre, da solo come un matto. 25 anni non si dimenticano così, con voi dietro le spalle a sostenermi, nel bene e nel male, anche nei momenti difficili. 



Voglio ringraziare tutti, anche se non è facile. Sapete che non sono di tante parole, però le penso... E in questi giorni ci siamo messi a tavolino con mia moglie, le ho raccontato un po' di anni vissuti con questa unica maglia. Abbiamo scritto una lettera per voi. Non so se riuscirò a leggerla, ma ci provo».
«Voi avrete fame, è ora di cena, ma io starei qui altri 25 anni. Grazie Roma, grazie ai miei genitori, ai miei amici e ai miei figli. ho iniziato dalla fine, perchè non so se riuscirò a finire. E' impossibile raccontare 28 anni di storia, ho cercato di esprimermi con i miei piedi, grazie ai quali mi viene tutto più semplice. A proposito, il pallone era il mio giocattolo preferito e lo è ancora. Ma si diventa grandi, così mi hanno detto che il tempo va deciso. Maledetto tempo. Lo stesso che il 17 giugno del 2001 avremmo voluto passasse in fretta. Non vedevamo l'ora di sentire l'arbitro fischiare per 3 volte. Oggi il tempo è venuto a bussare alle mie spalle e mi ha detto di crescere».
«Ora è finita mi tolgo la maglia per l'ultima volta, ma non sarò pronto a dire a basta e non lo sarò mai. Mi scuso per non aver parlato ma spegnere la luce non è facile. Ora ho paura, non è la stessa sensazione che si prova quando si calcia verso la porta. Concedetemi un po' di paura, ora sono io ad aver bisogno del vostro calore. Con il vostro affetto riuscirò a voltare pagina. Ringrazio tutti quelli che hanno lavorato assieme a me, giocatori, allenatori, presidenti, la Curva Sud. Nascere romani e romanisti è un privilegio, fare il capitano di questa squadra è stato un onore. Smetterò di emozionarvi con i piedi, ma il mio amore sarà sempre qui con voi. Lascio lo spogliatoio, in cui ero entrato da bambino, da uomo. Sono orgoglioso e felice di avervi dato 28 anni d'amore. Vi amo».

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